“It’s a long way to the top, if you wanna rock ‘n’ roll”.
Voglio che inizi così il mio primo editoriale, perché – da qui – la strada è davvero lunga. Lunga, non impossibile.
Scrivere mi piace e mi è sempre piaciuto, da liceale ero direttore del giornalino della scuola e ora mi ritrovo a raccogliere materiale per questo progetto. Lo so, la parola “progetto” è molto inflazionata e, dunque, fastidiosa. Ma l’obiettivo, con tutti i limiti del caso, è degno del nome: incuriosire, interessare, portare in questo mondo che ha poco di svelato e tanto da scoprire.
Sono un esordiente del settore, lo riconosco; probabilmente non è irreprensibile iniziare a scrivere ora, ma mai aver paura di sbagliare: si sbaglia ancor di più.
Presento dunque l’Asterisco, il giornale degli attuari che ha l’intenzione di dare freschezza ad un mondo etichettato soporifero e, per gli sporadici conoscitori, noioso. Voglio farlo essendo umile, ma anche entrando dalla porta principale, con un frequente appuntamento tra le righe di questa nuova rivista. L’intento è plurimo: occorre a me per informarmi, avere uno sguardo fisso nel mondo e magari, prima o poi, raggiungere la vetta. Al lettore il nobile pregio del tenersi aggiornato e dell’essere curioso, ma anche il privilegio di intervenire, criticare, insegnare, aiutare.
Occorre un pizzico di coraggio: non voglio sentirmi come l’Achille di Zenone, incapace di fare il passo per superare il primo ostacolo. Dunque ecco qui la prima – fiammante – edizione, piena di spirito e voglia di fare, ma senza dimenticare che rimane sempre una lunga strada e per ora si è fatto soltanto un piccolo passo.
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